La nostra esperienza in Caritas con “Dilexi Te”

Dopo 6 mesi e 26 pubblicazioni la rubrica "Leggi con noi Dilexi Te" volge al termine

In questi mesi, su invito del direttore della Caritas diocesana don Alessandro, abbiamo intrapreso un viaggio particolare: tradurre i passi dell’Esortazione Apostolica Dilexi te in piccoli “frammenti” di speranza per le comunità. Ma questo lavoro non è rimasto solo sulla carta; si è trasformato in un’esperienza di vita che vogliamo condividere con voi.

All’inizio pensavo che il mio compito fosse solo riassumere dei testi. Ma leggendo le parole di Leone XIV sul gesto della donna che versa l’olio profumato su Gesù, ho capito che nessun atto di affetto, anche il più piccolo, è mai sprecato. Mi è piaciuto moltissimo poter dedicare il mio tempo a chi spesso si sente invisibile. Ho imparato che la vera ricchezza non è ciò che accumuliamo, ma quanto riusciamo a farci vicini a chi è nel bisogno. Grazie alla Caritas diocesana per avermi mostrato che, come dice il Papa, ‘il contatto con chi non ha potere è un modo fondamentale di incontro con il Signore”. (Serena)

Questa esperienza mi ha cambiato profondamente. Intrecciare frasi e riassunti è stato molto più che unire dei “pezzi”: è stato il segno di come la collaborazione sincera trasformi i singoli frammenti in un’unica opera di bene. Spesso viviamo indifferenti al grido di chi soffre. Attraverso quest’ esperienza, ho capito che i poveri non sono solo persone da aiutare con la beneficenza, ma sono ‘maestri del Vangelo’. In ogni capitolo letto, ho visto un riflesso di Gesù che ha scelto di nascere povero per essere vicino a tutti noi. Ringrazio gli operatori della Caritas diocesana per averci guidato e averci dato consigli in questo cammino.  (Francesca)

Questa esperienza è stata una vera scuola di vita, un impegno condiviso per dare voce a chi non ne ha. Attraverso la lettura del testo Dilexi te, ho selezionato con cura parole e pensieri che mi hanno aiutato a capire come la carità non sia materialismo, ma un incontro tra pari che restituisce dignità a ogni essere umano. Rileggere questi insegnamenti ci ha ricordato che ogni piccolo gesto di cura è un riflesso di un amore più grande che non esclude nessuno.  Ho imparato che la vera gioia nasce dal donarsi gratuitamente, senza aspettarsi nulla in cambio, e ringrazio la Caritas diocesana questa opportunità. (Erica)

 

Un ringraziamento speciale va al direttore don Alessandro per la fiducia e per averci dato l’opportunità di crescere come cristiane e come cittadine. Un grazie immenso alla Caritas, che ogni giorno trasforma queste parole in gesti concreti di accoglienza e amore.

Vi mostriamo alcune delle frasi scelte insieme che ci hanno colpito di più:

Esistono molte forme di povertà: quella di chi non ha mezzi di sostentamento materiale, la povertà di chi è emarginato socialmente e non ha strumenti per dare voce alla propria dignità e alle proprie capacità, la povertà morale e spirituale, la povertà culturale, quella di chi si trova in una condizione di debolezza o fragilità personale o sociale. Dilexi Te 9

L’educazione dei poveri, per la fede cristiana, non è un favore, ma un dovere. I piccoli hanno diritto alla conoscenza, come requisito fondamentale per il riconoscimento della dignitàumana. Insegnare ad essi è affermarne il valore, dotandoli degli strumenti per trasformare la loro realtà. Dilexi Te 72

Papa Francesco diceva anche: «Ogni essere umano è figlio di Dio! In lui è impressa l’immagine di Cristo! Si tratta, allora, di vedere noi per primi e di aiutare gli altri a vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da affrontare, ma un fratello e una sorella da accogliere, rispettare e amare, un’occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una società più giusta, una democrazia più compiuta, un Paese più solidale, un mondo più fraterno e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo». Dilexi Te 75

Erica, Francesca e Serena