Mandato ai nuovi operatori della Caritas parrocchiale a Raviscanina

Centro di ascolto parrocchiale Effatà

“Avere la stessa compassione che Gesù ebbe per le folle, per gli ultimi, accogliendo ogni tipo di povertà, non solo quella materiale” le parole che il vescovo Giacomo Cirulli ha rivolto ai volontari della Caritas parrocchiale di Raviscanina che hanno ricevuto il “mandato”. È avvenuto domenica 14 giugno, nella chiesa del Sacro Cuore in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova.

Sono ClaudiaAntonellaLisa Maria; hanno scelto di impegnarsi e di assumere l’impegno alla presenza della comunità parrocchiale, affidando al parroco don Gregorio Urrego e al Vescovo la volontà di servire il Vangelo attraverso l’ascolto, la vicinanza, la carità nei confronto degli ultimi, degli invisibili, dei più soli nella comunità. Presente anche il direttore della Caritas diocesana don Alessandro Occhibove e membri dell’équipe diocesana a testimoniare la vicinanza della Chiesa diocesana di Alife-Caiazzo alla scelta volontaria e generosa delle quattro donne che hanno deciso di impegnarsi.

Operatori Caritas, non semplici assistenti nei servizi o distributori di aiuti materiali, ma il volto accogliente e relazionale della Chiesa, agendo non a titolo personale ma a nome dell’intera comunità ecclesiale di appartenenza, per accogliere e non emarginare, fondando sulla relazione umana il proprio impegno: queste le responsabilità – che sono scelte di vita – di chi compie il passo coraggioso verso il fratello povero di beni, povero di legami.

Le nuove operatrici Caritas di Raviscanina, durante la Messa, hanno ricevuto una copia dell’esortazione apostolica di Papa Leone, Dilexi Te, sull’amore verso i poveri.

fonte Clarus